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"all'arte non tocca la ricerca della bellezza, ma della verità" Edoardo Sanguineti

 

Václav Havel, il drammaturgo dissidente osteggiato dal regime comunista, leader della Rivoluzione di Velluto che nel 1989 diventerà presidente della Cecoslovacchia, ci aveva messo in guardia, comprendendo come totalitarismo e democrazia, benché fenomeni diversissimi, partecipassero alla medesima crisi che affonda le radici nella condizione dell’uomo moderno. Nel saggio Il potere dei senza potere, Havel indica una via d’uscita nella rivoluzione esistenziale; se il mondo deve cambiare in meglio, deve cambiare prima di tutto qualcosa nella coscienza dell’uomo e quindi l’unica alternativa è in sostanza un uomo libero, in grado di compiere un gesto anche modestissimo, ma comunque privo di compromessi. Per questo portiamo in scena una storia in cui l’«io» sembrerebbe condannato all’irrilevanza, divenendo invece il perno e il protagonista della vita pubblica. Perché, citando Havel, «tutti coloro che vivono nella menzogna ad ogni momento possono essere folgorati dalla forza della verità» con esiti imprevedibili sul piano sociale: «nessuno sa quando una qualsiasi palla di neve può provocare una valanga».
Il punto di partenza è il racconto epico dell'avventura di Antonino De Masi

di Rosanna Magrini

con Lorenzo Bartolini, Elisa Proietti, Stefano Tognarelli 

musiche Alfonso Belfiore

allestimento tecnico Caterina Simonelli

organizzazione Annastella Giannelli

Ragione di Stato

Uno spettacolo di teatro civile che combina satira e poesia, denuncia e intrattenimento, per raccontare la storia di un armadio.

Non si tratta di un armadio qualunque. Dentro questo armadio, sono stati nascosti per oltre mezzo secolo i fascicoli contenenti i nomi dei responsabili nazifascisti delle centinaia di stragi, da Sant'Anna di Stazzema, passando dal Padule di Fucecchio, fino a Marzabotto, che hanno insanguinato il nostro Paese tra il 1943 e il 1945. Migliaia di vittime civili, gente senz'armi, massacrati in base alla legge spietata del più forte. E grazie a questo armadio gli assassini hanno potuto invecchiare impuniti.

A partire dagli atti dei processi avviati dopo il “miracoloso” ritrovamento dei fascicoli datato 1994 e dalle relazioni redatte al termine delle indagini sul loro occultamento, prende vita la drammaturgia dello spettacolo, creando collegamenti tra immagini, documenti, memorie, ricerche di storici, video e musiche, per raccontare di una verità che ha dovuto aspettare decenni e che ci trova, ancora oggi, impreparati ad accoglierla.

Lo spettacolo con un linguaggio ironico e irriverente, ripercorre le tappe del ritrovamento, racconta la ragione di stato al fondo di questa scelta e interroga tutti quanti sulla necessità di Giustizia, che nell'immaginario contemporaneo altro non è se non Utopia.

di Rosanna Magrini

con Lorenzo Bartolini e Stefano Tognarelli 

musiche Alessio Chiappelli

Prendi un piccolo fatto vero

Figura di punta del Gruppo 63; compagno di strada di Luciano Berio, Enrico Bai o Luca Ronconi; poeta, saggista, giornalista, romanziere e drammaturgo; docente universitario, attore e deputato, Edoardo Sanguineti (Genova 1930-2010) è stato per oltre quarant’anni uno degli indiscussi protagonisti della vita culturale e politica italiana. In un serrato montaggio dalla sua biblioteca babelica – o pantagruelica – di scritti letterari e prosa militante, di canzoni e letture, amate o odiate – in cui il filo suggestivo del ricordo autobiografico si intreccia a quello della memoria collettiva di un paese che viaggia ‘all’italiana’, in Accelerato ed Eurostar, dalla Resistenza alla Seconda Repubblica, tra battaglie del PCI e crollo delle ideologie –, il monologo Prendi «un piccolo fatto vero», alternando squarci di cronaca ad accensioni visionarie, si offre come un gustoso cabaret ‘verificabile’ à la manière d’Artusi in forma di sapida ‘satura’ dei nostri dissestati mores nazionali e ad un tempo come acre ed impietoso lehrstücke sempre pronto a convertire la diagnosi dei mali di un sistema in un crudele viatico politico per reagire alla disperante apatia del nostro immemore presente. Al fondo un bruciante interrogativo: quanto resta della complessa – per quanto scomposta e a tratti contradditoria – eredità storica e ideologica degli ultimi decenni alle nuove generazioni?

regia Claudio Longhi

con Lino Guanciale

Il lancio del nano

Crimini di pace

La notte poco prima della foresta

La filosofia in scena, dal testo di A. Massarenti

Prendendo le mosse dalle regole base della digital telling story e della Narrative art, più che il modo, il mezzo per narrare questo testo, si risolve in un blitz notturno nel museale buio del passato per capire come il presente lo ha mutuato.

Lo spazio scenico invaso da elementi estranei nello sviluppo di un linguaggio vario e diversificato, che prevede l’uso di computer portatili, proiezioni a parete, illustra la strada intrapresa da Massarenti, nella commistione tra innovazione e tradizione, tra passato e futuro, con l’occhio del presente.

Crediamo che il testo di Massarenti, toccando tematiche come l’eutanasia, il libero arbitrio, il creazionismo, anti-illuminismo e la critica all’induttivismo, piuttosto che la teodicea o il fideismo, dipinge a piccole pennellate uno scenario tutto sommato completo delle diverse tematiche morali con le quali l’individuo e la collettività si trovano a relazionarsi.

È sulla domanda, vera protagonista del libro, che si gioca la posta più alta; l’approccio teatrale, nonché quello dell’autore stesso, punta non tanto a dare delle risposte, ma a creare, appunto, una domanda. Metodologia che oltre a favorire lo sviluppo di tale capacità permette di verificare nuovi orizzonti di una divulgazione scientifica che non rinunci ad essere matrice generativa di nuovo pensiero.

 

regia Claudio Longhi

Dopo un laboratorio di un anno, in collaborazione con l'Asl 3 di pistoia, il Dipartimento di Salute Mentale, il gruppo di auto-mutuo aiuto RosaSpina, un gruppo di attori professionisti, attori amatoriali e utenti del progetto asl, sono andati in scena con uno spettacolo che, giocando all'interno dei bellissimi spazi del Comune di Montecatini Terme, affronta il tema della pazzia interrogandosi sulla realtà umana, su quel sottile confine tra il normale e l'anormale e sui meccanismi di un sistema che sembra spostare i termini da disagio a malattia inventandosi strategie di isolamento (manicomi, opg, etc...) per mantenersi in vita.

 

regia Rosanna Magrini

con Lino Guanciale, Ivan Giglio, Angelo Colosimo, Stefano Tognarelli e gli attori del laboratorio teatrale.

Strategie di conservazione del sistema

La Nuit juste avant les forêts è un esempio di drammaturgia dirompente e sperimentale (trattasi di un’unica frase di sessantatré pagine), che esplora il cosmo della diversità e del rapporto con l’altro, ponendosi, secondo la sentenza dello stesso Koltès, come “la lunga espressione di un unico desiderio”. Il monologante si rivolge in continuazione ad un “compagno”, un interlocutore da “abbordare”, al quale chiede di condividere una stanza per istituire con lui un contatto, per scuoterne i pregiudizi, per istituire con lui una tormentata identità. l’attore (uno “straniero”) si rivolge direttamente agli spettatori (una comunità di persone che stanno attendendo a qualche occupazione come aspettare l’inizio dello spettacolo, consumare un drink, visitare una mostra), e non ad uno solo di essi, generando un cortocircuito tra i vocativi deittici al singolare e la pluralità degli interlocutori interpellati.

 

regia Claudio Longhi

con Lino Guanciale

Teatro

Ragazzi

Giovannin senza paura, viaggio in Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dai 6 agli 11 anni   

liberamente tratto da Fiabe Italiane di I. Calvino

regia Rosanna Magrini

con Michele LombardiStefano Tognarelli

Ai piedi dell'olimpo. Storie di miti e di speranza

Icaro, ancora zoppicante per la caduta, e la bellissima Pandora, condurranno i ragazzi alla scoperta dei miti greci. Storie di Dei, eroi e semplici uomini e donne, che toccano ogni aspetto della vita e ci raccontano gli aspetti più oscuri e sottili dell'animo umano e quelli più luminosi, che accompagnano i sognatori, gli avventurosi e, a volte, anche i ribelli.

 

Uno spettacolo divertente che non tralascia l'aspetto educativo. La drammatizzazione delle storie mitologiche consegna uno strumento prezioso per conoscere sé stessi, il mondo che ci circonda, le sue bellezze, le sue avversità.

dai 5 ai 11 anni   

regia Rosanna Magrini

con Caterina Simonelli, Stefano Tognarelli

 

Eterna. Storia di una bottiglia di plastica

L'attenzione alle giovani generazioni implica l'attivazione e lo sviluppo di una serie di condizioni e attività volte a favorire la formazione di adulti più consapevoli della propria esistenza e della società in cui viviamo.

Eterna è una bottiglia di plastica, che vive nel mondo delle cose che racchiude . Un mondo che attraversa grazie al suo amico Simone, un bambino di dieci anni, con i capelli appuntiti dal gel e dai capricci, che, giocando, riutilizza più volte la bottiglia. Il racconto si sviluppa tra uno sguardo esterno e lo sguardo della bottiglia che, in bilico tra questa sua “anima” e la staticità della sua realtà materiale, attraversa mille peripezie immerse in un tempo indefinito, eterno, appunto; passando dalla gioia dell'amicizia, da un probabile amore, dalla prova della memoria e dalla paura della morte, per finire alla consacrazione della sua caratteristica prima: l'indistruttibilità che vince il tempo, l'autrice dona una voce interiore ad un microcosmo fatto i piccoli oggetti, che vivono con l'unico scopo di poter essere utili nel loro compito del dare e del ricevere.

Con un finale che cerca di far emergere una visione positiva del mondo e dell'uomo che, invece di gettare o distruggere le proprie risorse, le riutilizza per vivere al meglio, “Eterna” vuol essere un modo per avvicinare ed avvicinarsi alla realtà del mondo che ci circonda, e alle responsabilità che tutti noi abbiamo nei confronti di esso e di chi ne rappresenta il futuro: i bambini.

 

da un testo di Tiziana Cordoni

Regia Rosanna Magrini

con Stefano Tognarelli / Elisa Proietti

dai 6 ai 10 anni 

 

I have a dream. I principi della nonviolenza e la vita di M.L. King

Nella crisi globale che sta attraversando l'umanità la nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità. Non esiste altra via d'uscita per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell'umanità. Non esiste altro modo per realizzare un mondo senza violenza.

Il cammino verso la nonviolenza è un percorso intenzionale che richiede un profondo cambiamento personale, la riconciliazione con se stessi e con gli altri, imparando a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati. A livello sociale, implica la ricerca di mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti, nella prospettiva di superare completamente la violenza in tutte le sue forme di espressione. In questo contesto, è necessario creare ambiti di confluenza, interscambio e discussione.

Per questo motivo la lettura/spettacolo I have a dream cerca di passare importanti contenuti, ideali e valori attraverso racconti e storie che si intrecciano con la vita e le parole di M.L.King.

 

regia Rosanna Magrini

con Stefano Tognarelli

dagli 8 ai 12 anni 

Frutto di un lungo lavoro durato ben due anni, la raccolta di fiabe di Italo Calvino è forse tra le più ricche e dettagliate della storia italiana. Il suo è stato un paziente e rigoroso lavoro di collezione e classificazione delle fiabe italiane provenienti dalle diverse tradizioni regionali e per la prima volta raccolte per ispirazione sociologica ed etnografica. L'infinita varietà e ripetizione delle storie riportate, il rispetto e la conservazione delle differenze, delle variazioni di tono che fanno di un semplice canovaccio narrativo, l'espressione di una realtà storica e sociale, sono le regole della ricerca di Calvino. Come sostiene lo stesso autore, “le fiabe riflettono aspetti fondamentali della  società e nel loro insieme danno una spiegazione generale della vita umana” e rappresentano “un catalogo dei destini  che possono darsi a un uomo o una donna”. Adatte non solo ai bambini, le fiabe, infatti, rappresentano la voce ingenua e immediata dell'esistenza, carica  di entusiasmi e di paure, di risentimenti e innamoramenti. È la voce autentica dell'infanzia di ogni individuo.  Il nostro progetto, dunque, si rivolge principalmente ai bambini delle scuole elementari, ma con la garanzia che anche per gli adulti si riveli un’esperienza

molto interessante.

altre

produzioni

Bologna 150° concerto per voci e immagini, commissionato da Fondazione 2000 e Comune di Bologna presso Auditorium Manzoni

 

Produzione della lettura-spettacolo Omaggio a Lucrezio. De Rerum Natura – La natura delle cose, in collaborazione con Amat e Regione Marche, per “Teatri antichi”. Regia Claudio Longhi. Debutta in Luglio in alcuni luoghi della provincia di Ancona. Replica per il Festival Velia Teatro, Salerno.

 

Realizzazione dello spettacolo Yughen o dell'incanto sottile. Storie di dei, eroi e cortigiane. Prodotto da “Nipponica” nell'ambito dell'iniziativa “La metamorfosi dell'anima” Regia Claudio Longhi. Debutto Monte San Savino (Ar).

 

Produzione spettacolo Dov’è, o guerra, la tua vittoria, in occasione della celebrazione della fine della I Guerra Mondiale, 4 Novembre. Regia Rosanna Magrini

 

Produzione spettacolo Finis an transitus, spettacolo itinerante sulla finitezza della vita. Regia Rosanna Magrini. Debutta all’interno del Parco Europeo di Attigliano (Tr) il 5 Ottobre.

 

Produzione di un ciclo di letture Un tuffo alle radici del romanzo. Piazza d'Italia di Antonio Tabucchi. Inserito nell'ambito dell'iniziativa “Ottobre Piovono Libri”, per la Biblioteca Comunale di Pescia (Pt), in Ottobre.

 

Produzione spettacolo I fisici, di F. Durrenmatt (liberamente tratto da).

 

Produzione spettacolo I figli delle nuvole, in collaborazione con l'Associazione Sin Tierras a sostegno della popolazione Saharawi

 

Produzione spettacolo Perché ai grandi bisogna sempre spiegargli tutto?, spettacolo sul rapporto tra diverse generazioni

 

Produzione spettacolo Tralfamadore. Una riflessione sulla guerra e un omaggio a “Mattatoio n.5” di K. Vonnegut

 

Produzione spettacolo Le nozze di Figaro, di P.C. de Beaumarchais (liberamente tratto da)

 

Produzione letture/spettacolo Dal Padule alla Valdinievole, per la valorizzazione e la conoscenza del territorio e della sua storia. Passeggiata in due tempi all'interno del Padule di Fucecchio guidati da due attori per ripercorrere la storia dagli Etruschi ai Lorena per arrivare alla tragica vicenda dell'eccidio.